domenica 31 gennaio 2016

Scorci di campagna dentro la città: i vecchi casali di Villa De Sanctis

Mucche al pascolo, alla Caffarella
Nonostante il cemento che avanza inesorabile, Roma resta ancora il primo comune agricolo d'Italia, con numerosi pascoli ovini e bovini, fin dentro la città. Può capitare ancora oggi di osservare animali al pascolo sui prati e sullo sfondo le case della città, come capita ad esempio alla Caffarella non troppo distanti dal centro, o tra Fonte Meravigliosa e la Cecchignola, a Roma sud.
Un tempo neanche troppo lontano, questo accadeva anche a Villa De Sanctis (ex Casilino 23), quartiere del quadrante orientale dove città e campagna si alternavano e compenetravano a vicenda. Ancora oggi tra via dei Gordiani e via Romolo Lombardi c'è, recintato, un grosso casale ormai in rovina, probabilmente usato da alcuni come riparo di fortuna.
Da ragazzino (e poi da ragazzo), ricordo quel casale utilizzato da un pastore che aveva un bel gregge di pecore. Le portava a pascolare sul prato di un'area di Villa De Sanctis ancora oggi chiusa al pubblico, e per fare questo il gregge attraversava via dei Gordiani e il traffico veicolare si fermava. Io, dal balcone, guardavo sempre estasiato questo spettacolo, e pensavo alla fortuna di poter assistere ad una scena così agreste in quel pezzo di campagna romana che resisteva all'interno della città. Poi, nella prima metà degli anni 90, quel pastore andò via e pure questa cosa finì. Il casale cadde in rovina, ma è ancora lì, e in zona circola voce che vogliano ristrutturarlo per realizzarvi un centro anziani. L'area sulla quale insiste è di proprietà ATER, rientra nel Comprensorio Casilino SDO ed è sottoposta a vincolo paesistico Ad Duas Lauros. Finché non viene adottato un Piano particolareggiato, essendo l'area priva di pianificazione urbanistica, il Comprensorio Casilino SDO è a rischio cementificazione, nonostante i vincoli.
Sulla destra, il casolare in rovina
Accanto a quel casolare fino a qualche mese fa ce n'era un altro, tra via dei Gordiani e via Belmonte Castello. A differenza del primo (e di quello, anch'esso pericolante, che è all'angolo tra via Labico e via dei Gordiani, spesso immortalato in diverse foto d'epoca ancora circolanti), quest'ultimo sembrava ancora in buone condizioni. In tempi recenti è stato occupato e abitato da alcune persone per un breve periodo, poi sgomberate. Quando ero ragazzino (seconda metà anni 80 e parte della prima) ricordo che ci abitava una coppia di anziani contadini. C'era, nel cortile di pertinenza del casale, un grosso albero di noci. Noi ragazzini spesso, dal recinto, ci arrampicavamo per coglierne alcune, e talvolta l'anziano ci sgridava ma senza troppa veemenza. Un giorno quel signore cadde dalla scala proprio mentre raccoglieva le noci (almeno così si è sempre raccontato in zona), e non sopravvisse alla caduta. Dopo quel fatto il casale rimase disabitato (ma, fino all'ultimo, in apparente buono stato). Qualche mese fa è stato raso al suolo (la proprietà era del condominio del palazzone accanto che ne inglobava il terreno), e il noce tagliato, per lasciare spazio ad una fredda spianata che è un mix tra cemento e pratina, non utilizzata da nessuno. 
Ho pensato spesso a cosa avranno pensato quegli anziani che ci vivevano mentre (tra fine anni 70 e primi 80) vedevano quel bel pezzo di campagna trasformarsi in città, con i cantieri dei mostruosi palazzoni a ridosso e fin dentro il loro cortile.
Oggi il WWF Lazio - Gruppo Attivo Pigneto Prenestino è presente nel territorio per vigilare sulle aree verdi e sugli ultimi pezzi di campagna ancora presenti in questa porzione di città, costantemente assediati e minacciati dal cemento e da progetti speculativi. Attraverso la stesura di dossier, comunicati, note e iniziative varie, il WWF è costantemente impegnato, insieme ad altre associazioni ambientaliste e di cittadini, nella difesa di questi spazi verdi tanto preziosi, ultimi lembi di natura in mezzo ad inquinamento e cemento.

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