domenica 31 gennaio 2016

Rapaci notturni a Villa De Sanctis

Ricordo ancora quella volta, avrò avuto 16 o 17 anni, che rientrando a piedi verso casa intorno alla mezzanotte vidi uno splendido esemplare di rapace notturno posato sopra la fermata ATAC di via Romolo Lombardi (proprio di fronte al casale oggi in rovina, un tempo abitato da un pastore).
All'epoca non mi dedicavo ancora al birdwatching, ma rimanevo sempre estasiato di fronte alle manifestazioni mirabili della natura, più o meno selvaggia. Quel rapace notturno rimase fermo a fissarmi, mi fermai anch'io. Tutto intorno il silenzio, il buio dell'area verde con il casale sullo sfondo, il rumore lontano dei rombi di motore di qualche vettura in transito.
Era un rapace grande, non era una civetta, forse un Gufo comune o un Allocco. Dopo qualche secondo che siamo rimasti fermi a fissarci, lui spiccò il volo, verso l'area verde alle sue spalle e in direzione del casale. Ripensai alla fortuna di poter assistere a scene così, dentro la città.
Il Gufo è una sorta di simbolo che evoca ricordi ancestrali, rapace notturno sfuggente e misterioso. Incontrarlo e incrociarne lo sguardo è sempre una bellissima esperienza, un contatto fugace ma intenso con madre natura.
La penna delle due foto l'ho trovata a via Labico, a ridosso di un lato di Villa De Sanctis, il 17 gennaio 2016, mentre mi recavo alla Casa della Cultura per l'incontro di presentazione del progetto dell'Ecomuseo (quale migliore auspicio, prima di un incontro del genere). Il Gufo comune, a Villa De Sanctis, ancora c'è.
Proteggere e tutelare le ultime aree verdi del posto significa anche conservare il suo habitat, e garantire il perpetuarsi della sua presenza. Così che anche altri possano avere la fortuna di incrociarne lo sguardo, anche solo per pochi secondi, e ricordare così che anche la città, nonostante tutto, può ancora offrire queste inattese sorprese.

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