giovedì 10 settembre 2015

Il servizio antincendi nacque nell'Egitto tolemaico?

Erone di Alessandria
Si è talvolta sentito affermare che forse qualcosa di simile ad un “servizio antincendi” nacque con la scoperta stessa del fuoco (1). Può apparire una frase di circostanza, ma probabilmente c’è in parte del vero, in quanto i nostri pro-genitori dell’era preistorica erano dediti alla “conservazione” del fuoco, necessario per i vari usi che andavano, come tutti sappiamo, dalla cottura dei cibi, all’illuminazione notturna, al riscaldamento, alla caccia e via dicendo. “Conservare” era sinonimo di controllare, gestire, in sostanza evitare che dal focolare acceso scaturisse un incendio incontrollato. Ecco pertanto che gli “scopritori” del fuoco furono a tutti gli effetti, fin da subito, “vigili” del fuoco.
Ma a parte queste speculazioni estemporanee che non troveranno mai una risposta precisa, se vogliamo risalire a quello che probabilmente fu il primo vero e proprio servizio antincendi organizzato della storia, dobbiamo arrivare all’Egitto del periodo tolemaico, ossia quello che vide la luce dopo che Alessandro Magno conquistò la regione, sconfiggendo e cacciando i persiani (dando così avvio all’età ellenistica). Gli egiziani videro in Alessandro un liberatore, e lo proclamarono Faraone. Alla sua morte un suo generale, Tolomeo I, divenne re d’Egitto e inaugurò una dinastia, quella tolemaica appunto, che regnò per 300 anni e finì con Cleopatra.
Il servizio antincendi oggetto di questa breve ricerca sembra che fu istituito come presidio per la maestosa Biblioteca di Alessandria, all’epoca centro del sapere “mondiale”. Si narra che ogni nave che entrava nel porto di Alessandria (illuminato dal grandioso Faro fatto costruire da Tolomeo I, rimasto in piedi per 1600 anni) doveva consegnare alla Biblioteca (affinché li copiasse) eventuali manoscritti presenti a bordo. La Biblioteca, poi, si dice che restituiva non l’originale ma la copia. E fu non a caso ad Alessandria che nacque (intorno al I sec. d. C.) un valente ingegnere, Erone, che costruì diverse macchine antincendio (per lo più modelli di pompe) e quello che venne ritenuto il primo estintore della storia (2).
Nonostante tutto, fu proprio un incendio a distruggere per sempre tutto il sapere del mondo antico raccolto nella grande Biblioteca di Alessandria. Ma il contributo che la classicità greca diede all’evoluzione dei servizi antincendi fu di fondamentale importanza. Fu un greco, tal Ctesibio, a fornire nel III sec. a. C. la prima pompa antincendio, l’Antlia Ctesibiana (3). Fu quindi Erone di Alessandria, nel corso dell’età ellenistica, a perfezionare le macchine antincendio. Fu infine Roma, che più di ogni altro fece proprio lo spirito ellenistico della civiltà greca (cui riconobbe sempre l’indiscussa superiorità), che concluse l’opera con l’istituzione della Militia Vigilum, che perfezionava l’organizzazione di quei corpi antincendio già istituiti in epoca repubblicana e alle dipendenze di magistrati noti come Aediles Curules.



NOTE:

(1) Gli antropologi ritengono che l’Homo Erectus sia stata la prima specie umana a controllare il fuoco.

(2) Erone alessandrino inventò anche la prima macchina a vapore della storia (l’eolipila). Ma paradossalmente la rivoluzionaria invenzione non trovò alcun impiego, in quanto allora la forza lavoro era talmente a buon mercato (per la presenza degli schiavi) che semplicemente non serviva a nulla. Bisognerà aspettare la Rivoluzione Industriale per “riscoprire” la forza del vapore.

(3) In realtà, almeno all’inizio, questa invenzione di Ctesibio serviva a lanciare liquidi infiammabili nel corso delle battaglie, soprattutto navali. Venne poi utilizzata come pompa antincendio.

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