sabato 5 settembre 2015

Giove, fotografato dal balcone di casa

La passione per l'astronomia e l'osservazione dello spazio mi accompagna da tempo. Da un pò meno tempo ho iniziato ad avvicinarmi, in maniera timida e sporadica, all'astrofotografia. In verità non è semplice, soprattutto non è semplice farlo in città, a causa dell'inquinamento luminoso e del pessimo seeing. Se poi a questo aggiungo il fatto che la porzione di cielo che posso osservare dal mio balcone è oltremodo limitata (dalla presenza di due palazzoni, grandi e alti), ho sempre dovuto rinunciare sia ad una buona osservazione del cielo che alla possibilità di scattare fotografie astronomiche decenti. Ciò nonostante, complice la mia proverbiale caparbietà e testardaggine, ho voluto comunque acquistare un telescopio (un aggeggio di discreta qualità, quanto meno a livello amatoriale: un Celestron NexStar 127 SLT) per provare almeno ad osservare, un pò più da vicino, i pianeti del Sistema Solare. E perché no, per provare anche a scattare ed elaborare qualche foto. E' così che ho potuto provare l'emozione di osservare da "vicino", per la prima volta, il nostro gigante gassoso con i suoi satelliti medicei. Prima di allora riuscivo ad osservarlo (persino i 4 satelliti principali) con un semplice binocolo, il Nikon Aculon A211 8x42 che utilizzo per il birdwatching. Ma col telescopio è un'altra cosa. Ne ho approfittato quindi per scattare (la sera del 18 marzo 2015) la mia prima fotografia astronomica, che non fosse un semplice ritratto della Luna, eccola:


E' Giove, il più grande pianeta del Sistema Solare, una sorta di stella mancata, colui che (secondo alcuni astronomi, ma non secondo altri) con la sua grande massa (più di 300 volte quella della Terra) e grazie alla propria attrazione gravitazionale ci fa da scudo, attirando a se o deviando comete o asteroidi provenienti dalla Fascia principale, da quella di Kuiper o dalla Nube di Oort.
Nonostante l'elevata luminosità di fondo e il pessimo seeing, nella foto (che appare comunque sfocata) si distinguono nettamente le fasce equatoriali del pianeta e persino, appena accennata, la Grande Macchia Rossa, una vasta tempesta anticiclonica che dura da almeno 300 anni.
L'immagine del pianeta l'ho catturata collegando la mia reflex Canon EOS 550D sul telescopio, azionandola in modalità video per poi rielaborare successivamente il file prodotto con il software RegiStax 6, da cui ho ricavato l'immagine finale.
Ben poca cosa, immagine di scarsa qualità, ma considerando che era la prima volta (e da allora non ho fatto altri tentativi), tenendo conto anche delle notevoli difficoltà tecniche del sito (inquinamento luminoso elevatissimo, seeing pessimo, palazzoni che precludono alla vista quasi tutto l'arco celeste), mi sento di dire che la sfida è vinta, e sono comunque soddisfatto. 
L'astrofotografia è complicata, richiede studio, pazienza, disponibilità di tempo e condizioni che, lo ripeto ancora, in città sono tutt'altro che ottimali, anzi sono pessime. Probabilmente non riuscirò mai a specializzarmi come vorrei in questo settore complicato, ma estremamente affascinante, della fotografia e dell'osservazione del cielo. Ma ho ragione di credere e pensare che questo a Giove non sarà l'ultimo e unico scatto.

Nessun commento:

Posta un commento